Il testimonial dello spot, Pierluigi Collina, da tempo, in veste di papà di una ragazza celiaca, collabora, a titolo gratuito, con l’AIC. In questo caso, insieme a lui è tutta la famiglia, che favorisce la comprensione del messaggio di “normalità” della vita del celiaco correttamente diagnosticato ed a dieta senza glutine.
Lo spot, con la regia di Jean Pierre El Kozeh e Pierluigi De Pasquale, vuole consegnare allo spettatore uno spaccato di vita quotidiana di una famiglia, che, anche con la celiachia, riesce ad essere come tutte le altre. La location di Viareggio, dove la famiglia Collina vive, le strade ed i luoghi che sono davvero quotidianamente frequentati dalla famiglia, aggiungono grande efficacia al messaggio.
L’Associazione Italiana Celiachia Onlus è un’organizzazione no profit che dal 1979 assiste le famiglie dei celiaci, aiutandoli a superare gli ostacoli quotidiani che questa patologia impone alla dieta, per tutta la vita. La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in molti alimenti comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza. L’incidenza di questa malattia è stimata in un soggetto ogni 100; determina una risposta immunitaria abnorme a livello dell’intestino, cui consegue una infiammazione cronica con scomparsa dei villi intestinali. Una diagnosi precoce aiuta ad evitare l’insorgenza di malattie importanti e qualche volta irreversibili: osteoporosi, infertilità, aborti ripetuti, bassa statura nei ragazzi, diabete mellito, tiroidite autoimmune, alopecia, epilessia con calcificazioni cerebrali e il linfoma intestinale. Per curare la celiachia occorre escludere totalmente il glutine dalla propria dieta, che garantisce al celiaco il ripristino del suo stato di salute.
L’associazione ha contribuito in questi anni a migliorare la conoscenza della celiachia, favorendone le diagnosi, ancora troppo poche rispetto a quelle previste. La campagna di comunicazione istituzionale che celebra il Trentennale di AIC, di cui lo spot è parte, ha lo scopo di presentare l’AIC al pubblico più vasto e sensibilizzarlo alle tematiche afferenti la celiachia, con il messaggio che, dalla diagnosi, oggi la celiachia consente una vita “normale”.