Fondazione Pubblicita' Progresso
“Parole e musica per il sociale” è un seminario inserito nel progetto “Think Up! La creatività responsabile per un futuro di valore”, promosso da Fondazione Pubblicità Progresso in collaborazione con il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna. Presenta una panoramica a 360° su come il mondo della musica e i suoi protagonisti possano contribuire fattivamente a cause sociali: alcuni volti noti della nostra scena musicale, racconteranno le motivazioni che li hanno spinti a promuovere progetti ad alto impatto sociale e porteranno la propria esperienza diretta. Dalla musica leggera alla classica, dall’etnica al pop, dall’afrobeat al reggae: Caterina Caselli, Mario Lavezzi, Lucio Dalla, Alessandro Bergonzoni, l’Orchestra Mozart, MonMonde, Doctor Life, Rezophonic e altri ancora si confronteranno con il pubblico su questo tema attraverso la proiezione di video e l’esecuzione di brani musicali dal vivo. L’incontro vedrà inoltre la presenza della Regione Emilia Romagna, che presenterà il vincitore di “RedSubmarine”, concorso di idee per un videoclip sulla donazione di sangue, rivolto agli studenti delle ultime classi delle scuole superiori. Coop parlerà dell’iniziativa “Ad Alta Voce 2009”, maratona di lettura solidale giunta alla nona edizione. Il Dipartimento di Musica e Spettacolo, rappresentato dal direttore Giuseppina La Face, partecipa con gli interventi di Marco Beghelli (docente di filologia musicale) e di Nico Staiti (docente di etnomusicologia).
Un appuntamento dal grande significato che gli artisti hanno abbracciato con entusiasmo.
A spiegare lo spirito dell’iniziativa è Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso. “La musica – afferma - è un grande fattore di coesione sociale. Questo è il motivo per cui la Fondazione Pubblicità Progresso collabora sempre più spesso con chi, del mondo della musica e dello spettacolo, ha deciso di impegnarsi in maniera significativa e continuativa nel campo del sociale. Nel seminario/spettacolo al teatro Duse di Bologna, dialogheremo con personalità del mondo artistico e musicale il cui coinvolgimento non si limita ad una presenza da testimonial, ma è costante, attivo e partecipato”.
Ecco invece cosa pensano del binomio “musica e sociale” alcuni dei protagonisti che saranno a Bologna venerdì 9 ottobre.
“Questo appuntamento – riflette........ - sarà l’occasione di confrontarsi con altre realtà musicali che hanno il comune intento di andare oltre l’aspetto spettacolare della musica, proponendola come prezioso strumento in ambito sociale. La musica può sempre più farsi strumento per un contatto più autentico con la società, andando oltre l’ottica limitante del “consumatore”, riscoprendo così le radici e il senso più profondi del fare musica”.
Mario Riso dei Rezophonic crede invece che questa sia la possibilità di confrontasi con chi è mosso dalla sua stessa necessità e cioè quella “di pensare al bene e al futuro della nostra terra e di conseguenza al futuro di chi dovrà calpestare i resti della nostra disattenzione. La musica fa molto per le persone, per il loro stato d'animo, per la possibilità di colorare con il suono i momenti spesso molto silenziosi della nostra esistenza”. E aggiunge: “la soglia tra fare arte o propaganda alle volte è molto sottile. Io continuo a pensare che l'arte nasca dal cuore e dall'animo degli artisti e cosi deve rimanere anche quando si scrive di temi che interessano la collettività; mi piace pensare che un testo nasca spontaneamente per un’esigenza emotiva piuttosto che su commissione.
Quindi penso che, come nel caso di Rezophonic, la musica riesca e possa muovere le coscienze degli uomini solo perché nata spontaneamente dall'animo degli artisti, senza porsi il problema di volere sfinire gli altri con problemi di persone tanto distanti da loro!
Sono certo che la musica non sia ancora stata sfruttata al meglio per il proprio potenziale ma sono anche certo del fatto che la cosa più sbagliata sarebbe darle un ruolo educativo a tutti i costi. Mi piace pensare che le canzoni sono ideate dagli artisti e che gli artisti hanno sempre risposto presente a qualunque appello.
Quindi chiudo con una riflessione: visto che la musica può fare ancora molto per il sociale perché il sociale non prova a fare molto di più per la musica?”.
E poi il pensiero di Alessandro Bergonzoni: "Essere testimonial della Casa dei Risvegli non c’entra con il “solo” ma con l’”anche”.Non solo solidarietà, beneficenza, comunicazione, immagine, ma anche immedesimazione e l’essenza dei suoi temi: l’assenza la malattia il corpo le scienze le coscienze l’impossibilita’ la cura l’anima le famiglie la paura lo stato la trascendenza…. Oltre il danno studio il “diamo”, è una ricerca interiore non solo scientifica, attraverso la “pubblicità sociale” e la comunicazione che sono solo il mezzo”.
Infine una contributo da Crossmode.it, il primo social network italiano nato per giocare con la creatività e l’intercultura: “Il concorso musicale Suoni senza confini, promosso assieme a Fondazione Pubblicità Progresso, in collaborazione con Martelive, pone la musica come punto di incontro, di superamento e avvicinamento tra le diversità culturali presenti in Italia. Nel nostro paese ci sono più di 4 milioni di stranieri e in molte città italiane il 20% dei minorenni è di origine straniera: il concorso è un’occasione e una provocazione per parlare delle nuove prospettive musicali evidenziando il contributo artistico dei nuovi modi di essere italiani. Basti pensare che per per partecipare era necessario avere un componente della band di origine straniera. Il progetto ha richiamato 30 gruppi che rappresentano la faccia più vivace dell’Italia interculturale. Per noi un grande successo. Con Suoni senza confini, la musica è diventata strumento d’integrazione, senza pesantezze, valorizzando, in modo responsabile e creativo, la società contemporanea in cui viviamo.