|
CAMPAGNA TOSCANI MERCIFICA PROBLEMA SOCIALE: INACCETTABILE CHE ABBIA OTTENUTO L'APPOGGIO DEL MINISTRO DELLA SALUTE
di Alberto Contri
"Strumentalizzare un problema serio come l'anoressia per vendere un capo d'abbigliamento? Non so come si possa accettare, o peggio, sostenere un'iniziativa del genere, come ha fatto un Ministro della Repubblica".
Con queste parole Alberto Contri, Presidente della Fondazione Pubblicita' Progresso e uno dei nomi della pubblicita' in Italia attacca duramente la campagna di Oliviero Toscani, che utilizza l'immagine di una ragazza anoressica.
"Toscani non e' certo nuovo a trovate ad effetto, e come in passato non ci si puo' nascondere dietro il messaggio sociale e di sensibilizzazione: la campagna che ha firmato per promuovere un marchio di abbigliamento e' una pura speculazione, come lo erano quelle create per Benetton. Si vuole shockare, creare dibattito, ma non su una tematica, ma attorno ad un personaggio e a un marchio. Sempre di piu' si vede assottigliarsi il diaframma che divide il commercio dalle campagne sociali, e questo oltre ad essere inaccettabile e' pericoloso. Siamo di fronte a un relativismo imperante che si condensa in una totale mancanza di rispetto della dignita' della persona. Una violenza visiva che in questo caso ha l'aggravante di avere l'avallo del Ministro della Salute, proprio quel Ministro che dovrebbe affrontare con forza tematiche sociali devastanti come l'anoressia. E' gravissimo che un ministro della repubblica non si renda conto che avallando una campagna come quella ideata da Toscani, che mostra l'immagine di una ragazza affetta da anoressia dia il la' per strumentalizzare e mercificare ogni cosa".
E allo sdegno si aggiunge una nota ironica: "Toscani che per anni ha stigmatizzato il lavoro dei creativi pubblicitari, appena stato ammesso in AssoComunicazione, l'associazione che riunisce proprio i pubblicitari, con questa campagna contraddice gli stessi codici deontologici dell'associazione, dichiarando che qualunque violenza visiva e' lecita pur di vendere qualcosa".
|